Il buco nella diga

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Molti storici fanno risalire l’inizio del declino geopolitico ed economico dell’Italia all’uccisione di Mattei, voluta dalle grandi compagnie petrolifere, ma io non sottovaluto nemmeno la strana morte di Berlinguer che spianò la strada all’ascesa di Napolitano, né il peso negativo della svolta ‘liberista’ imposta dalla massoneria nell’incontro del ’92 sul Britannia.

La linea politica decisa sul Britannia, imperniata su regalo alla grande finanza di Bankitalia e delle industrie e imprese pubbliche, fu facilmente attuata previo contemporanea operazione di ‘mani pulite’ che demolì la prima repubblica (https://www.youtube.com/watch?v=8csewRrKvu0).

Sull’Euro e sui limiti dell’Europa della grande finanza:

Le decisioni della grande finanza (https://www.controinformazione.info/i-veri-padroni-del-mondo-sconosciuti-al-pubblico/), ratificate dai suoi organi di governo (  https://www.popoffquotidiano.it/2014/11/23/la-massoneria-deviata-che-controlla-il-mondo-ecco-la-lista/) e comunicate in primis negli incontri con politici, militari, imprenditori e manager di fiducia attraverso le riunioni della Trilaterale e del Club Bilderberg, sono sempre state attuate e condivise dai sui partiti, persino quando si è trattato di guerre, di golpe e di sostegno al terrorismo, o di ‘riforme’ dannose per il proprio paese o imposizioni di ‘cambi’, vedi il farsi da parte di Berlusconi e di Renzi. 

Questa sudditanza e questi inganni hanno violato la nostra Costituzione e rovinato il nostro paese, che si è indebitato, ha perso un terzo della sua produzione industriale (il 22% dal 2007 al 2016) e non ha più alcun ruolo geopolitico.

Il nostro popolo ha visto la crescita esponenziale della povertà, della disoccupazione e dell’incuria per difesa del suolo, ambiente, servizi e opere pubbliche, mentre chi lavora ha meno diritti e meno salario.

Dopo aver fatto tutto ciò e gridato nei TG, nelle radio e dalle colonne dei ‘loro’ giornali che quelle erano le ‘Tavole della legge’ economico-finanziaria, per essere competitivi nella democratica e dirittumanista globalizzazione voluta dalla grande finanza, per poter crescere ‘domani’, e dopo che centinaia di imprenditori ed ex-lavoratori si sono suicidati, vengono a dirci che hanno sbagliato ad ubbidire al Fondo Monetario Internazionale.

Sarebbe già grave, ma è vero ?

Non è vero!

Già nell’ottobre 2012 non un ‘complottista’ né un ‘populista’ o ‘Sovranista’, ma il capo economista del FMI, Olivier Blanchard, criticò i fondamenti della politica del FMI dettata dalle superlogge newyorkesi e grandi banchieri USA raggruppati nel reganiano “Washington Consensus” (https://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/05/23/news/blanchard_il_nemico_numero_uno_dell_austerity_lascia_il_fmi-115024052/).

Le sue tesi e le sue analisi convinsero molti, apportando anche correzioni alla politica del FMI, ma UE e BCE restarono ancorati alle vecchie scelte.

Perché?

Perché alla Germania e alla grande finanza egemone in Europa che controlla i propri partiti europei, conveniva continuare l’indebolimento della sovranità degli stati già intrappolati nel sistema Euro e anche ai banchieri USA e governi democratici USA stava bene una Europa con al piede la palla di piombo della austerità della BCE, che avvantaggiava la sola Germania.

L’ammissione di essere stati servi ubbidienti del FMI (ma in realtà della Merkel e di Draghi, uomo della Goldman Sachs, come Prodi) non è un’attenuante ma una aggravante; talmente grave che basterebbe a fare in modo che tutti gli elettori (fuori dalle loro clientele) che sono fin qui riusciti ad ingannare, decidano di non votarli più.

Tajani, Zingaretti, Berlusconi, Mattarella, e compagnia bella di politici e giornalisti al seguito, devono ancora resettarsi e continuano a sparare le loro accuse di ‘populismo’ e di ‘sovranismo’, vestendole di disprezzo, verso i partiti e i politici che sostengono l’esperienza del Governo Conte.

Personalmente (in attesa che la sinistra si liberi della egemonia sorosiana), nonostante dissenta da più d’un fatto, decisione o comunicato di questo Governo e/o di qualche Ministro o figura istituzionale, continuo a sostenere il Governo Conte, ritenendolo l’unica strada oggi aperta per arrivare al rispetto del primo articolo della nostra Costituzione:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La SOVRANITA’ appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (sarà proprio perché è imperniata su populismo e sovranismo che PD e complici volevano cambiarla?).

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Populisti = Terroristi?

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La Commissione Europea gestita da PPE (in Italia FI) e S&D (in Italia PD), nel testo di ‘Orizzonte Europa – programma quadro di ricerca e innovazione’(che definisce la destinazione di 120 miliardi di euro), aveva incredibilmente inserito l’assurda equiparazione tra ‘populismo’ e ‘terrorismo’:

“Strategie per affrontare il populismo, gli estremismi, la radicalizzazione, il terrorismo e per includere e coinvolgere i cittadini disillusi ed emarginati; (..)”

Fonte: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FNONSGML%2BPV%2B20181212%2BRES-RCV%2BDOC%2BPDF%2BV0%2F%2FIT&language=IT&fbclid=IwAR2Iv4mohGNOKRhOmuigt6J7u-OnniXvJcHI3m3g3ZugmNuFShroMSJuApE (pag. 87)

E’ pur vero che la Commissione è solita approvare a scatola chiusa tutto quanto viene predisposto dalla Round Table delle grandi banche e delle corporation sovranazionali, ma non è pensabile che nessuno, daTajani a Junker, da MoscoWC a DombrovsCHI?, da Berlusconi a Martina e/o Zingaretti, per quanto ancora frastornati dal voto popolare alle recenti elezioni politiche italiane, non si rendessero conto della assurdità di accomunare milioni di ‘populisti’ (sostenitori della sovranità popolare, così come scrive la Costituzione della Repubblica Italiana) ai terroristi (per altro, in Siria e Ucraina, sostenuti anche dalla NATO).

I 5 Stelle si sono accorti del ‘colpo di mano’ della Commissione e hanno presentato un emendamento per cancellarlo, ma PPE, S&D e loro alleati e complici nel Parlamento Europeo, Verdi in primis, alle 12, 30 di Mercoledì 12 Dicembre, il giorno dopo all’attentato di Strasburgo, hanno votato NO, respingendo l’emendamento con 554 voti contro 99, confermando così il testo originario.

Non possono ora sostenere di non essersene accorti, o che sia stato colpa di un errore del computer; l’hanno proprio voluto.

Nonostante questa idiozia, i milioni di populisti italiani ed europei, che la prossima primavera potrebbero eleggere la nuova maggioranza del Parlamento Europeo non si armeranno per diventare terroristi, come FI e PD (con codazzo di + Europa, Verdi e Civica popolare), vorrebbero che gli elettori li considerassero… in modo da salvare la loro poltrona e il sistema costruito dalla grande finanza.

Europarlamentari italiani a favore dell’emendamento/cancellazione, oltre a Lega e M5S: Forenza (Gue), Spinelli (Gue), Borrelli (Non Iscritti), Cofferati (Sinistra Italiana).

Europarlamentari italiani contro l’emendamento/cancellazione, quindi per mantenere il parallelo populisti/terroristi :                                              Cicu (FI), Gardini (FI), Leontini (FI), Martuscello (FI), Matera (FI), Salini (FI), Bettini (PD), Bonafè (PD), Bresso (PD), Briano (PD), Caputo (PD), Chinnici (PD), Costa (PD), Cozzolino (PD), Danti (PD), De Castro (PD), De Monte (PD), Ferrandino (PD), Gentile (PD), Giuffrida (PD), Gualtieri (PD), Morgano (PD), Mosca (PD), Panzeri (ex Liberi & Uguali al PD, ora ?), Paolucci (Articolo 1, ora?), Picierno (PD), Sassoli (PD), Viotti (PD), Zanonato (PD), Zoffoli (PD).

Gli stati generali delle opposizioni PD&FI

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Confindustria è stata l’organizzazione traino per gli stati generali delle imprese che fanno riferimento a PD e FI.

L’evento è stato preparato con un trucco, dando cioè a credere che la ferrovia Torino-Lione sia necessaria per trasportare più velocemente merci e persone da Lisbona a Kiev.

In realtà :

– quel vecchio progetto voluto dalla Round Table delle grandi banche e delle imprese sovranazionali operanti in Europa è già saltato da tempo;

– la ferrovia Torino Lione non sarà un TAV, essendo il Trasporto di persone ad Alta Velocità incompatibile con il trasporto merci;

– tra Francia e Italia esiste già una ferrovia idonea al trasporto merci che entra proprio in Val Susa e che è ampiamente sottoutilizzata.

Consiglio la lettura del post https://www.facebook.com/fernando.rossi.10/posts/2137974462920298

Fingendo di non sapere questo i media italiani di proprietà di banche e imprese sovranazionali, insieme ai loro giornalisti legati a PD e FI, prendono per oro colato i progetti e le proteste di Confindustria e del suo codazzo di Associazioni al traino; le stesse che sono rimaste allineate, coperte e silenti, negli anni in cui i Governi Napolitano-Mattarella hanno gestito la svendita, la delocalizzazione e la chiusura di una grossa parte delle imprese produttive italiane, insieme al suicidio per fallimento di centinaia di loro soci.

Confindustria ci viene presentata come l’associazione depositaria del verbo in materia di imprese e competenze economico – finanziarie.   

Se così fosse, si sarebbero accorti per tempo che la globalizzazione del potere della grande finanza e delle sue imprese sovranazionali porta con sé la crisi delle imprese produttive italiane, impossibilitate a concorrere con sistemi paese con salari, welfare e tutele ambientali ai minimi termini.

Ma chi è l’imprenditore Vincenzo Boccia che insieme a Tajani, Renzi e Draghi, ogni giorno attacca il Governo, colpevole di aver previsto il 2,4 % di rapporto tra il debito ed il PIL ?

Non è certo la quintessenza dei conti in pareggio…

E’ il proprietario delle Arti Grafiche Boccia, di Salerno, la cui impresa, su un volume d’affari (tipo PIL) di 39,7 milioni ha un debito verso le banche di 24, 7 milioni; altro che 2,4%, lui è al 62.21%, e al debito vanno aggiunti altri 23,2 milioni di contratti in leasing. (https://www.laverita.info/il-presidente-degli-imprenditori-italiani-ha-unimpresa-gravata-da-troppi-debiti-2547494467.html) Tenendo altresì conto che ‘Un paese non è un’azienda’ (Paul Krugman) e che, se la moneta fosse degli stati e non dei banchieri privati, il debito non sarebbe il problema dei problemi.

Ma la Confindustria non è certo la quintessenza dell’onestà…

Lo si evince da come ha gestito il suo quotidiano, Il Sole 24 ore, https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/10/sole-24-ore-perquisizioni-della-finanza-10-indagati-per-false-comunicazioni-sociali-e-appropriazione-indebita/3442676/

E non è nemmeno la quintessenza del confronto civile e dell’etica …

Lo si evince dalla faziosità e dalla immoralità che trasuda dalla rubrica di punta della Radio di Confindustria, https://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/lazanzara/trasmissione-novembre-2018-205357-gSLA8cV7tC

Le imprese che non si chiamano Impregilo o Cooperativa Muratori Cementisti (quella della costruzione e manutenzione delle basi militari USA in Italia, del TAV, del ponte crollato sulla Palermo-Agrigento e che ha messo Poletti a fare il Ministro) hanno tutto l’interesse a che non vengano sprecati soldi e territorio pubblico per opere inutili e dannose, unicamente a profitto dei colossi in grado di vedersi assegnate le grandi opere.

I pochi miliardi che, per via di debiti inutilmente fatti dai governi PD& FI, possiamo avere in prestito dai banchieri privati (finché l’Euro non diventerà degli Stati o l’Italia non riavrà una sua moneta) debbono essere spesi per grandi opere davvero necessarie e per le priorità da individuare tra le centinaia di cantieri che dovrebbero essere aperti per mettere in sicurezza il territorio e l’ambiente, prima e non dopo i disastri e le morti.

Resistere, resistere, resistere!

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Sul Bilancio di previsione 2019, il nuovo Governo Lega–M5S ha una ragione sacrosanta, sia perché non sta violando la norma del vincolo del 3% nel rapporto tra il debito ed il Prodotto Interno Lordo,  sia perché i precedenti governi gestiti da PD e Forza Italia, per conto della Commissione UE e della BCE, hanno avuto disavanzi ben maggiori senza sollevare nessun problema.

 Ma oramai, in discussione non ci sono più questioni relative al deficit o ad inesistenti violazioni dei trattati europei.

Media e politici si confrontano su due diverse ipotesi: una gira attorno al principio che sono la Commissione UE e la BCE a gestire il vero potere politico e finanziario e quindi alla fine della storia, il nuovo Governo dovrà piegarsi; l’altra ipotesi gira invece attorno all’ idea che almeno su una questione ‘non vitale’(quale è quella di 1 o 2 decimali in più nel disavanzo previsto) l’Italia possa far valere la propria residua sovranità nazionale.

Io sto con la seconda ipotesi, ma so che PD e Forza Italia hanno ragione nel legarsi alla prima ipotesi (e nel 2011 Berlusconi lo sperimentò sulla sua pelle).

Hanno ragione perché finché non ci saranno nuove elezioni europee loro hanno tutto il potere e possono fare ancora altro male all’Italia, e molto.

Con la Commissione Europea, pur essendo nel torto, PPE e S&D (in Italia FI e PD), possono ugualmente infliggerci pesanti sanzioni a cui saremmo costretti ad assoggettarci, non essendovi alcun altro organismo a cui ricorrere, visto che anche la stragrande maggioranza degli stati della zona Euro è, per ora, governata da Popolari e Socialdemocratici.

Mentre la lobby della grande finanza (proprietaria delle banche, delle agenzie di rating, dei fondi di investimento e delle società sovranazionali, e che attraverso la proprietà dei media e delle ‘fondazioni’ che fanno ‘donazioni finanziarie’, controlla quasi tutti i partiti europei), come l’esperienza della Grecia ci insegna, può affiancare l’opera della Commissione e della BCE portandoci dritti al default.

All’obiezione che la Grecia si era salvata con il referendum ma che fu Tsipras a svenderla alla Troika, mentre noi abbiamo Conte e non Tsipras, posso rispondere che questa è una ragione in più per scendere a miti consigli.

Infatti, se è vero come è vero che PPE e S&D cercano di salvare il salvabile castigando in modo esemplare l’unico governo europeo sfuggito al loro controllo (in presenza di sondaggi per loro catastrofici, che danno un’ampia vittoria nei maggiori paesi europei alle forze politiche sovraniste e contro lo strapotere delle grandi banche), salvare il nostro nuovo governo è prioritario per avere, con le elezioni 2019, un nuovo Parlamento Europeo che metta fine allo strapotere dei banchieri e costruisca l’Europa dei popoli.

Penso quindi che occorra fare buon viso a cattivo gioco e cedere qualcosa, e spero che al Governo sappiano cosa cedere senza svilire la volontà e le necessità principali degli italiani.

Personalmente vedrei bene il ritorno in mano pubblica della Banca d’Italia (come prima del ’92) o in subordine l’introduzionedi una moneta a circolazione interna, di proprietà dello Stato, con cui i cittadini potrebbero pagare le tasse e fare acquisti in Italia.

Imprese che lavorano per lo Stato o Enti Pubblici ed Enti Locali, Pensioni, Reddito di Cittadinanza, ecc., potrebbero essere parzialmente (20-30-40 % ?) pagati con questa ‘buono/a moneta’ che affiancherebbe l’Euro. Sarebbe ‘denaro circolante’ da non prendere in prestito dalle banche. Ma mi rendo conto che nella Lega e nei 5 Stelle ci sono ancora paure e pregiudizi al riguardo, instillati dal mainstream mediatico.

L’altra via per resistere fino a quando il voto avrà tolto lo strapotere di PPE/S&D ( e loro clientele) sul Parlamento e sulla Commissione Europea, è quella di tagliare le spese.

Vedendo nelle TV e nei quotidiani i dirigenti piddini e forzitalioti, dei medici, degli insegnanti, e persino degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli imprenditori (schiacchiati dalle banche e dalla globalizzazione dei mercati), che hanno chiamato i loro aderenti a scioperare duramente contro le maggiori spese del nuovogoverno (mentre li tenevano a freno con i Governi FI/PD che hanno distrutto ilpaese), sarei per togliere dalle previsioni di bilancio prioritariamente le maggiori spese per questi settori, visto che ai loro dirigenti stava bene l’operato di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

Poi verso la fine del 2019, con il mutar del vento europeo, i loro dirigenti di categoria non saranno più scelti e manovrati da FI e PD, come accade ora, e se ne riparlerà portando il miglioramento anche in quei settori (nella sanità, il primo risparmio sarebbe la cancellazione della marchetta ‘Vaccini’, che ha fottuto salute e miliardi agli italiani e non ha intenerito Big Pharma ed i suoi medici).

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PER INFORMAZIONI

– uno degli ultimi video del compianto Ioppolo

https://www.saper-link-news.com/se-la-gente-sapesse-che-cose-lo-spread-scoppierebbe-la-violenza-nelle-strade/?fbclid=IwAR3lhXfI0Dey53SqRYDscFKCrcn-RxtKR5uy7Bk_a6g1HGqQodJYHwzwg_M

– Guido Grossi sul debito pubblico

– Fabio Conditi su moneta complementare

– In Germania, Banche pubbliche che hanno ricevutodenaro BCE a 0 (zero) interessi e Bundesbank che emette monete complementari da 5 euro.  

http://appelloalpopolo.it/?p=15657

Ce la fa… o non ce la fa?

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Mentre la Lega continua l’erosione di Forza Italia e i 5 stelle su ogni scelta faticano a tenere insieme un eterogeneo elettorato, il PD e le varie diaspore di sinistra, per dare segno di vita puntano gli uni a strumentalizzare inconsapevoli pro-TAV, gli altri a strumentalizzare inconsapevoli ragazzini, lasciati invece riposare mentre i governi Napolitano PD, insieme al Welfare, distruggevano la scuola, l’università e la ricerca italiana.

In questi giorni, i media hanno dato ampio spazio a queste due manifestazioni per cercare di riempire quella che loro e tutto il paese avvertono come assenza di una opposizione al Governo del Cambiamento.

In effetti, mentre FI e PD erano ormai simili sia per tattica che per strategia, contendendosi il consenso di un ceto medio-partite IVA che però li stava lasciando sotto i colpi della concentrazione della ricchezza finanziaria, ora Lega e M5S portano nella quotidiana attività di governo tutte le contraddizioni e le diversità di posizioni e opinioni che sono in quel popolo che ha elettoralmente voltato le spalle a chi ha rovinato l’Italia.

Su ogni tema e su ogni scelta, maggioranza e opposizione sono interne al governo e si confrontano in continuazione per trovare il necessario compromesso, ciò toglie spazio a PD e FI che risultano politicamente ininfluenti e superflui.

I media tengono in piedi un quotidiano teatrino su litigi e imminenti rotture nella maggioranza, con relativa crisi di Governo, condendola con il bau-bau delle dichiarazioni di Draghi, Tajani, Juncker e Mattarella che chiamano a raccolta Popolari e socialdemocratici europei (insieme a banche e fondi di investimento amici) per punire il Governo del Cambiamento e cambiare il voto degli italiani, ma il governo non cade.

 E non cadrà, perché il suo potente collante è che la maggioranza degli italiani non vuole più PD e Forza Italia al governo; per mille ragioni, ma la principale è che ha vissuto sulla propria pelle i risultati delle privatizzazioni, cessioni di sovranità, austerità, globalizzazione, immigrazione incontrollata, volute dalla grande finanza e attuate dai GoverniNapolitano – Mattarella … e quindi non intende più farsi governare da loro. 

Verdi come i dollari di Soros ?

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verdi come

Opinionisti e politici italiani fanno il giro dei talk show e, un po’ per mascherare la sconfitta dei loro CDU, CSU e SPD, un po’ per farsi coraggio, teorizzano la comparsa di una nuova ‘sinistra verde’, che fermerà la deriva sovranista e populista in Europa

Perché i media e i partiti italiani hanno finto stupore verso il successo elettorale dei Verdi in Baviera, quando era evidente (tanto da essere da mesi nei loro pronostici) che i Verdi disponevano di mezzi finanziari e dell’appoggio di media importanti e soprattutto di quello prodotto nei social da centinaia di ONG e blogger collegati alla Open Society?

I Verdi Tedeschi non sono più quelli dei movimenti pacifisti, delle femministe, e di coloro che teorizzavano e praticavano un sistema di vita “alternativo”, fuori dal sistema.

Grazie al sostegno delle organizzazioni sorosiane ne ha preso la guida una componente definita ‘realista’, a favore del golpe ucraino, contro la Russia, per l’immigrazione libera, a favore di Israele e delle guerre NATO, per questa BCE e per questa UE, difensori del sistema del capitalismo finanziario tout court, ma che si camuffano anche dietro il maquillage politico del riscaldamento globale e delle auto elettriche.

Gran parte delle ONG tedesche è gestita dalle Fondazioni e Associazioni di George Soros, che nel mondo ne ha 90.

(Gli atti segreti delle ONG https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=59305 )

George Soros, è anche fondatore, finanziatore e direttore dell’European Council on Foreign Relations (ECFR) con sede a Londra, che traccia strategie su importanti questioni per la Germania e per altri paesi europei.

Cem Özdemir, presidente del partito Bündnis 90/Die Grünen13 ( https://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_90/I_Verdi), fa parte della sua direzione insieme a: Alexander Graf Lambsdorff (FDP); Javier Solana, ex segretario della NATO e membro della direzione di Human Rights Watch; Joschka Fischer, ex ministro degli esteri tedesco; Daniel Cohn-Bendit, deputato dei verdi tedechi al Parlamento europeo; Wolfgand Ischinger, ex ambasciatore tedesco a Washington che dirigeva la Conferenza per la sicurezza di Monaco a cui Soros è stato invitato all’inizio del 2015 perché difendesse il golpe in Ucraina.

Nel 2017, è stata resa pubblica la lista dei parlamentari europei carpita dagli elenchi della Open Society di Soros, che ha come obiettivi : far entrare più migranti, matrimoni dello stesso sesso, integrazione dell’Ucraina nella UE e contrasto alla Russia (https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/17/usa-le-mail-hackerate-a-george-soros-finiscono-online-e-architetto-di-ogni-colpo-di-stato-degli-ultimi-25-anni/2979321/).

I Verdi, tra cui quelli tedeschi in primis, sono 29 (36 del PPE; 82 gruppo socialista, tra cui 13 del PD; 7 gruppo conservatore e riformista; 38 dell’ALDE ; 34 del GUE, tra cui l’italiana Barbara Spinelli).

La parlamentare verde tedesca Judith Sargentini è infatti stata la testa di ponte delle calunnie sui media e nel Parlamento Europeo contro il Governo Ungherese, colpevole di aver chiesto conto dei finanziamenti di Soros alle ONG operanti in Ungheria ( http://www.oltrelalinea.news/2018/04/30/soros-e-ong-lungheria-risponde-alle-accuse-della-ue/ )

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P.S. Soros spende molto in Germania, sapendo che è la chiave di volta europea, ma non trascura l’Italia (https://www.money.it/Finanziamenti-di-George-Soros-in-Italia ).

Simul stabunt, simul cadent

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Jeroen Dijsselbloem con Wolfgang Schäuble e Draghi.png

Nella foto: Schauble, l’uomo forte della finanza tedesca, già Ministro del Tesoro e ora Presidente del Bundestag; il suo scudiero, l’olandese Djsselbloom, già Presidente dell’Eurogruppo dei Ministri delle finanze degli stati membri, voluto nel 2011 dalla Germania ( Nel marzo del 2017 ha una vasta eco, producendo molte proteste, un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung in cui, riferendosi agli Stati dell’Europa Meridionale, dice: «Durante la crisi dell’euro, i paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i paesi interessati dalla crisi. Come socialdemocratico, do grande importanza alla solidarietà (?). Ma ci sono anche dei doveri. Non puoi spendere tutti i soldi in alcol e donne e poi chiedere aiuto»); Mario Draghi, che è stato vicepresidente di Goldman Sachs International per l’Europa fra il 2002 e il 2005, era “associato” incaricato delle “imprese e dei paesi sovrani”, il dipartimento che poco prima del suo arrivo aveva aiutato la Grecia a truccare i suoi conti grazie a dei prodotti finanziari “swap” sul debito sovrano.

L’UE non è una Federazione di Stati, con buona pace di chi ci racconta che, essendo una federazione, gli stati membri devono rinunciare alla propria sovranità nazionale; e non lo è principalmente perché servirebbe una Costituzione Europea, quindi una qual forma di democrazia che grande finanza e suoi portavoce a Bruxelles non gradiscono, ma anche perché la Germania non accetterà mai l’idea che ogni stato debba poi concorrere alla formazione del necessario budget federale con l’8-10% del proprio PIL.

La ‘strana creatura’ della attuale UE è nata dalla decisione di dare agli stati membri una moneta unica gestita dalla Banca Centrale Europea, istituzione autonoma e indipendente, quindi fuori da un controllo democratico e politico degli stati, ma in realtà sotto il controllo della grande finanza e ora affidata all’italiano Mario Draghi, uomo di fiducia della Goldman Sachs e membro del Club Bilderberg.

Nel Trattato di Amsterdam fu fissato per gli stati membri (a capocchia, cioè senza alcuna argomentazione che giustificasse quei parametri),

– il vincolo di non superamento del rapporto del 3% tra debito e PIL;

il vincolo di riduzione se un paese realizzava un alto surplus di partite correnti (grosso modo, la differenza tra esportazioni e importazioni).

Il limite del 3% del rapporto tra debito e PIL è stato più volte superato da numerosi stati europei, tra cui la Francia e la Germania, senza che Commissione Europea, BCE, grande finanza e partiti Popolari e socialdemocratici europei dicessero o facessero alcunchè, mentre ora il governo italiano si è prefisso di arrivare al 2,4% (cioè 1/3 in meno del 3,1 % ) ma viene pesantemente attaccato e calunniato dai commissari europei, dal Presidente del Parlamento Europeo Tajani, da Draghi della BCE e dal piddino, per ora ancora, Presidente della Repubblica Italiana, che da oltre un mese invocano la punizione ‘dei mercati’e fanno terrorismo finanziario per impaurire i cittadini e convincerli a tornare a votare PD e Forza Italia.

Io sono un convintissimo sostenitore del fatto che da questa UE e da questa BCE occorra uscire quanto prima, ma la maggioranza degli italiani spera che il tutto sia modificabile dall’interno e confida che saranno le prossime elezioni europee e registrare la volontà dei popoli di recuperare sovranità e limitare austerità e potere di banche e multinazionali; vedremo.

Per ora qui siamo e qui occorre ballare, con queste regole.

Ma delle due regole perché solo una deve essere applicata (e male, visto che il limite è 3, ma si minacciano sfracelli per un 2,4%)?

L’altra regola, la Germania ha deciso che non andava rispettata e l’ha sempre superata e ignorata ricevendo raccomandazioni placebo da parte della Commisione UE, gestita da Popolari e Socialdemocratici Europei.

Nel cosiddetto Six-Pack, entrato in vigore nel 2011, viene infatti introdotta la regola che se uno stato, nel surplus di partite correnti, supera il 6% medio per tre anni, deve essere sanzionato. La Germania ha continuato a farlo e nessuno ha detto nulla, tutti allineati e coperti, a cominciare dal quisling, Tajani.

L’avanzo delle partite correnti tedesco del 2017 è stato dell’8,9 per cento e nel 2018 è prevista una crescita ulteriore, continuando lo strangolamento delle esportazioni dei partner dell’Ue, Italia in primis visto che siamo la seconda economia industriale europea.

E allora?

Simul stabunt, simul cadent.

Ciò deve essere rivendicato dal nostro Governo e dai cittadini in grado di sottrarsi alla ipnosi mediatica dei TG, Talk show e ‘articolesse’ suoi giornali dei difensori delle banche e delle multinazionali (compresa la sedicente sinistra finanziata e guidata dalle fondazioni e onlus di George Soros), sia perché è questione di giustizia e pur essendo una Unione sui generis non dovrebbe avere figli e figliastri; sia perché è questione economico finanziaria, poiché applicando quella riduzione del 3% del surplus delle partite correnti tedesche per riportarlo al 6%, l’Italia beneficerebbe di un significativo aumento delle sue esportazioni, che aumenterebbero sensibilmente il PIL migliorando il proprio rapporto  debito/PIL.

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