Il “grande censore”… censurato

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Il Ministro Brunetta ha dato notizia dello sperpero di denaro pubblico che si consuma con l’abuso delle auto blu, oggi tutta la stampa vi da ampio risalto. Io ascoltando i telegiornali ero furente perchè lui parlava di 60.000, mentre Per il Bene Comune ne denunciava già più di 500.000 nel 2007, e nessuno ci ascoltava (vedere qui sul blog o su www.perilbenecomune.net, le nostre 11controproposte alla finanziaria).

Poi mi è venuta l’ansia da errore: non sarà mica successo che per leggerezza qualcuno di PBC ha letto male un dato o lo ha esagerato, poi l’abbiamo ripetuto prendendolo per buono?

No, fatta la verifica sulla ricerca condotta nel 2007 le cose stanno proprio come dicevamo noi, anzi, un po’ peggio.

Ma allora il Ministro dove ha preso i dati?

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Finanziaria Berlusconi: 11 controproposte

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Oltre 170 miliardi di €, tra maggiori entrate e riduzioni di spesa, per governare la crisi e costruire più benessere

1) Dai Videopoker, 45 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Sono 98 miliardi di € , la quota statale degli incassi delle macchinette per il gioco d’azzardo (videopoker, ecc.) che non sono mai stati recuperati. L’alleanza tra malavita e politica, che ha funzionato nella assegnazione delle concessioni è tuttora attiva nel “ritardare” l’incasso. Un minimo di volontà politica (dai partiti italiani non pretendiamo certo tutta quella dedicata ad esaudire le richieste di Israele) potrebbe tranquillamente ottenerne metà per il 2011 e cospicue quote per gli anni seguenti.

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Un piano straordinario per le imprese e il lavoro.

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E’ interesse pubblico non lasciar strozzare il privato italiano e creare le condizioni per difendere e innovare le imprese, superare il precariato, salvaguardare ambiente e salute.

Per il Bene Comune, dalla sua nascita ha chiesto la nazionalizzazione di Bankitalia, ma PdL, PD, Di Pietro, Lega e UDC, fanno orecchie da mercante e non intendono nemmeno dare attuazione alla legge che ne fissa le modalità (n°262, votata dal Parlamento il 28 dicembre 2005).

La proprietà pubblica della moneta è la strada maestra per mettere ordine nella finanza di un paese, sfuggendo però al trucco delle Spa pubbliche, così studiate, da centrodestra e centrosinistra, per sfuggire al controllo democratico.

La nostra proposta per uscire dalla crisi è che vada garantita liquidità alle nuove imprese ed alle piccole e medie imprese strutturalmente sane ma “strozzate” dal credito. Per attuarla serve che la Banca d’Italia sia pubblica e che il Parlamento voti un piano straordinario, con una adeguata dotazione finanziaria.

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