Il Governo dopo il voto per l’Europa

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Penso che rispetto alle precedenti elezioni europee la Lega crescerà parecchio e cresceranno anche i 5 stelle, mentre caleranno PD (nonostante l’inglobamento dei radicali, di Calenda e di Pizzarotti) e ancor di più FI.
Assisteremo ai balletti dei giornali, TG e Talk Show che, per spingere Conte alle dimissioni, cercheranno di acuire le divisioni tra Lega e 5 Stelle, anche giocando sull’eventuale sorpasso che potrebbe vedere la Lega come primo partito italiano.
Ma l’attuale maggioranza e Conte, resteranno in sella, rafforzati dagli astrusi attacchi della sinistra sorosiana globalista, da quelli ancor più scomposti del capitalismo finanziario antisovranista, che ancora guida UE e BCE, nonché dai primi timidi ma positivi risultati delle sue scelte politiche di Governo.
Un ulteriore, inaspettato, collante sarà la ‘scesa in campo’ della nuova creatura post berlusconiana: Urbano Cairo.

Laureatosi alla Bocconi e fatti i 6 mesi negli USA che nel curriculum danno il gradimento di servizi e finanza americana, diventa subito assistente personale di Berlusconi e nel ’93 finisce invischiato nelle indagini di ‘mani pulite’. Diversamente da Berlusconi, Cairo ammette il reato di appropriazione indebita, fatture per operazioni inesistenti e falso in bilancio e patteggia una condanna a meno di 2 anni in modo da poter godere della sospensione della pena.

A causa del patteggiamento con i magistrati, Berlusconi nel ’95 lo licenziò, ma nel frattempo, come suo strettissimo collaboratore aveva conosciuto una donna che aveva una relazione con Berlusconi, Anna Cataldi, ex moglie del miliardario Giorgio Falck. Lei aveva 51 anni, lui 33 e quel matrimonio/patrimonio con l’ingresso nei salotti buoni delle lobby e dell’imprenditoria fu la sua resurrezione. (1)
Oggi Cairo è proprietario e presidente del Torino, proprietario della televisione La7, proprietario del più importante gruppo editoriale italiano, RCS MediaGroup, di cui fanno parte anche il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport.
Per sostituire Berlusconi ha tutte le carte in regola: condanna patteggiata all’epoca di ‘mani pulite’; proprietà nel calcio e nell’editoria; frequentazione dei salotti e dei circoli che contano.

In più, lui ha saputo costruire ottimi rapporti con la finanza sionista, culminati nel 2018 con il portare a Gerusalemme il Giro d’Italia (grazie alla proprietà della Gazzetta dello Sport) e il crollo di FI e PD alle europee gli spianerà la strada.

Tolto di mezzo Berlusca, per i renziani e per i più europeisti del PD sarà più agevole confluire in un nuovo soggetto politico guidato dal nuovo ‘unto del signore’ (del denaro).
Mentre Bilderberg e Trilaterale vogliono giocare la carta Cairo entro le prossime politiche (che loro sperano anticipate) per disporre della alternativa politico-numerica al governo del Cambiamento, la ‘scesa in campo’ di Urbano Cairo avrà l’effetto inverso, poichè per evitare che una crisi di governo riempia di consensi (non solo elettorali) questo ‘nuovo soggetto politico’, Lega e 5 Stelle dovranno a tutti i costi restare uniti al governo.
Ma Cairo ci starebbe ad attuare il piano?

Da questa intervista pare proprio di si.

«Certo che c’è uno spazio enorme ammetteva un mese fa il presidente della Rcs -, su questo non c’è dubbio. Se sono tentato? Anche se lo fossi, non lo direi ora. A che pro? Mica si vota oggi, non è che uno scende in campo alle elezioni europee. Sarebbe solo una mossa avventata. Per usare i linguaggio del marketing rischierei solo di bruciare un prodotto, di svelarne qualità e segreti, con l’unico risultato di logorarlo». (2)

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1- https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2016/10/27/cataldi-la-donna-tra-caracciolo-berlusconi-e-cairo/204567/

2- http://www.ilgiornale.it/news/cronache/trappole-m5s-sbarrano-strada-partito-cairo-1694620.html

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Populisti = Terroristi?

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La Commissione Europea gestita da PPE (in Italia FI) e S&D (in Italia PD), nel testo di ‘Orizzonte Europa – programma quadro di ricerca e innovazione’(che definisce la destinazione di 120 miliardi di euro), aveva incredibilmente inserito l’assurda equiparazione tra ‘populismo’ e ‘terrorismo’:

“Strategie per affrontare il populismo, gli estremismi, la radicalizzazione, il terrorismo e per includere e coinvolgere i cittadini disillusi ed emarginati; (..)”

Fonte: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FNONSGML%2BPV%2B20181212%2BRES-RCV%2BDOC%2BPDF%2BV0%2F%2FIT&language=IT&fbclid=IwAR2Iv4mohGNOKRhOmuigt6J7u-OnniXvJcHI3m3g3ZugmNuFShroMSJuApE (pag. 87)

E’ pur vero che la Commissione è solita approvare a scatola chiusa tutto quanto viene predisposto dalla Round Table delle grandi banche e delle corporation sovranazionali, ma non è pensabile che nessuno, daTajani a Junker, da MoscoWC a DombrovsCHI?, da Berlusconi a Martina e/o Zingaretti, per quanto ancora frastornati dal voto popolare alle recenti elezioni politiche italiane, non si rendessero conto della assurdità di accomunare milioni di ‘populisti’ (sostenitori della sovranità popolare, così come scrive la Costituzione della Repubblica Italiana) ai terroristi (per altro, in Siria e Ucraina, sostenuti anche dalla NATO).

I 5 Stelle si sono accorti del ‘colpo di mano’ della Commissione e hanno presentato un emendamento per cancellarlo, ma PPE, S&D e loro alleati e complici nel Parlamento Europeo, Verdi in primis, alle 12, 30 di Mercoledì 12 Dicembre, il giorno dopo all’attentato di Strasburgo, hanno votato NO, respingendo l’emendamento con 554 voti contro 99, confermando così il testo originario.

Non possono ora sostenere di non essersene accorti, o che sia stato colpa di un errore del computer; l’hanno proprio voluto.

Nonostante questa idiozia, i milioni di populisti italiani ed europei, che la prossima primavera potrebbero eleggere la nuova maggioranza del Parlamento Europeo non si armeranno per diventare terroristi, come FI e PD (con codazzo di + Europa, Verdi e Civica popolare), vorrebbero che gli elettori li considerassero… in modo da salvare la loro poltrona e il sistema costruito dalla grande finanza.

Europarlamentari italiani a favore dell’emendamento/cancellazione, oltre a Lega e M5S: Forenza (Gue), Spinelli (Gue), Borrelli (Non Iscritti), Cofferati (Sinistra Italiana).

Europarlamentari italiani contro l’emendamento/cancellazione, quindi per mantenere il parallelo populisti/terroristi :                                              Cicu (FI), Gardini (FI), Leontini (FI), Martuscello (FI), Matera (FI), Salini (FI), Bettini (PD), Bonafè (PD), Bresso (PD), Briano (PD), Caputo (PD), Chinnici (PD), Costa (PD), Cozzolino (PD), Danti (PD), De Castro (PD), De Monte (PD), Ferrandino (PD), Gentile (PD), Giuffrida (PD), Gualtieri (PD), Morgano (PD), Mosca (PD), Panzeri (ex Liberi & Uguali al PD, ora ?), Paolucci (Articolo 1, ora?), Picierno (PD), Sassoli (PD), Viotti (PD), Zanonato (PD), Zoffoli (PD).

Ce la fa… o non ce la fa?

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Mentre la Lega continua l’erosione di Forza Italia e i 5 stelle su ogni scelta faticano a tenere insieme un eterogeneo elettorato, il PD e le varie diaspore di sinistra, per dare segno di vita puntano gli uni a strumentalizzare inconsapevoli pro-TAV, gli altri a strumentalizzare inconsapevoli ragazzini, lasciati invece riposare mentre i governi Napolitano PD, insieme al Welfare, distruggevano la scuola, l’università e la ricerca italiana.

In questi giorni, i media hanno dato ampio spazio a queste due manifestazioni per cercare di riempire quella che loro e tutto il paese avvertono come assenza di una opposizione al Governo del Cambiamento.

In effetti, mentre FI e PD erano ormai simili sia per tattica che per strategia, contendendosi il consenso di un ceto medio-partite IVA che però li stava lasciando sotto i colpi della concentrazione della ricchezza finanziaria, ora Lega e M5S portano nella quotidiana attività di governo tutte le contraddizioni e le diversità di posizioni e opinioni che sono in quel popolo che ha elettoralmente voltato le spalle a chi ha rovinato l’Italia.

Su ogni tema e su ogni scelta, maggioranza e opposizione sono interne al governo e si confrontano in continuazione per trovare il necessario compromesso, ciò toglie spazio a PD e FI che risultano politicamente ininfluenti e superflui.

I media tengono in piedi un quotidiano teatrino su litigi e imminenti rotture nella maggioranza, con relativa crisi di Governo, condendola con il bau-bau delle dichiarazioni di Draghi, Tajani, Juncker e Mattarella che chiamano a raccolta Popolari e socialdemocratici europei (insieme a banche e fondi di investimento amici) per punire il Governo del Cambiamento e cambiare il voto degli italiani, ma il governo non cade.

 E non cadrà, perché il suo potente collante è che la maggioranza degli italiani non vuole più PD e Forza Italia al governo; per mille ragioni, ma la principale è che ha vissuto sulla propria pelle i risultati delle privatizzazioni, cessioni di sovranità, austerità, globalizzazione, immigrazione incontrollata, volute dalla grande finanza e attuate dai GoverniNapolitano – Mattarella … e quindi non intende più farsi governare da loro. 

Dopo Salvini, su fiscal compact Renzi copia anche ‘sovranisti e populisti’

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il trio

Il primo banchiere di Renzi  si è (o è stato) suicidato*.

Pare che Serra & Banchieri Rothschild non intendano imitarlo e abbiano dato gli 8 mesi al loro ex Presidente; per questo Matteo Renzi , dopo aver copiato il ‘razzista’ Salvini sulla immigrazione clandestina, ha deciso di copiare anche i ‘ sovranisti e populisti’ che si oppongono al fiscal compact (**), che il suo PD ha messo in Costituzione (!),  pur di recuperare consensi, sostegni  e voti per le prossime elezioni politiche.

I globalizzatori germanocentrici, su pressioni dei banchieri,  prima di scartarlo a vantaggio del Conte Gentiloni o di Franceschini, gli hanno dato un tacito lasciapassare (come quello pre-referendum) per poter dire minchiate elettorali fino alle elezioni, ma qualcosa pare non aver  funzionato:  o lui ha tirato troppo la catena o qualcuno non era a conoscenza dei taciti accordi .

Sta di fatto che all’eurogruppo hanno impallinato e deriso la sua proposta, ‘a reti mediatiche unificate’, di alzare il debito al 2,9% per 5 anni ***.

Da bravo pokerista Matteo fa finta di nulla,  anzi (sulle orme dell’altro pargolo sorosiano, Tsipras) gioca la carta di presentarsi agli italiani come strenuo combattente contro la Commissione, la BCE e la Merkel.

Ora, lui, Piagnone Richetti e Martina (il sosia di Fassino), hanno aperto una lunga campagna elettorale e gireranno l’Italia, sul treno e sui media, con la scusa del libro acchiappavoti di Matteo. Un estremo tentativo di riorganizzare le truppe renziane rimaste nel PD, e di recuperare i ‘fratelli’ e gli opinion leader, di centrodestrasinistra, delle varie regioni e città.

Nonostante lui e le due scimmiette (la terza rimarrà acquattata nei Boschi) non manifestino dubbi o paure, dentro al PDirenzi e nel Governo Renziloni, c’è chi, ligio agli input dei globalizzatori germanocentrici, fa trapelare il proprio dissenso.

Loro, e alcuni giornalisti, pensano che i bluff di Renzi finiranno per favorire chi, come Lega e 5 Stelle dice questo da anni, alienando all’attuale gruppo dei ‘Leopoldini’, impadronitisi del PD, la solidarietà dei popolari, dei socialdemocratici europei e dei loro burattinai della grande finanza, .. e vede già il masso in fondo al tunnel ..

(*) https://www.pressreader.com/italy/libero/20150304/281479274875666

(**)  https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

(***)  http://www.lastampa.it/2017/07/11/economia/lue-ignora-le-proposte-di-renzi-parliamo-con-ghttps://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeoentiloni-e-padoan-e0uyUu0cLSEYNVBKuOruDO/pagina.html