Oltre 170 miliardi di €, tra maggiori entrate e riduzioni di spesa, per governare la crisi e costruire più benessere

1) Dai Videopoker, 45 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Sono 98 miliardi di € , la quota statale degli incassi delle macchinette per il gioco d’azzardo (videopoker, ecc.) che non sono mai stati recuperati. L’alleanza tra malavita e politica, che ha funzionato nella assegnazione delle concessioni è tuttora attiva nel “ritardare” l’incasso. Un minimo di volontà politica (dai partiti italiani non pretendiamo certo tutta quella dedicata ad esaudire le richieste di Israele) potrebbe tranquillamente ottenerne metà per il 2011 e cospicue quote per gli anni seguenti.

2) Dalla vendita delle proprietà sequestrate alla criminalità organizzata, 50 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
La mafia italiana, controlla attività economiche per un ammontare stimato in 170/180 miliardi di €; poi ci sono la Camorra, la ‘Ndrangheta e la Sacra Corona Unita (nel calcolo vanno aggiunte le signficative attività economiche svolte in Italia dalla mafia russa, cinese, ebrea ed albanese – che è al governo in Albania), centinaia di miliardi di sole imposte che non entrano nelle casse pubbliche (oltre al danno enorme della concorrenza sleale con le aziende che operano rispettando la legge). Ma per procedere in questo campo occorrerebbe una rottura tra Malavita organizzata, Istituzioni e banche, che non vediamo all’orizzonte.
Qui vogliamo affrontare il tema dei beni immobili.
Le stime più generose parlano di un 10% dei beni immobili di proprietà della criminalità organizzata finora sequestrati (dopo decenni di “Guerra alla mafia ed alla criminalità organizzata” si può dire che per lo Stato si è trattato di una “disfatta di Caporetto”.     Ma non è finita. Solo la metà dei beni immobili sequestrati alla mafia sono poi stati realmente confiscati, di questi, ben il 75% resta “stranamente” inutilizzato.
La loro vendita porterebbe entrate significative per le casse pubbliche, ma i partiti dicono che sarebbe la criminalità a ricomprarsele. Strana argomentazione visto che poi si obbligano i comuni, che vogliono difendere i loro servizi pubblici ed il loro welfare, a vendere le proprietà del pubblico demanio sul loro territorio.
E chi se non la malavita avrebbe tanta liquidità per dire alla propria banca di comprare?
La vendita dei beni immobili già confiscati alla criminalità organizzata equivale ad un realizzo di almeno 50 miliardi.

3) Dalle frequenze TV, 2,5 miliardi di MAGGIORI ENTRATE.
Mettendo all’asta le frequenze liberate dal digitale terrestre si possono realizzare, nel peggiore dei casi, almeno 2 miliardi. L’hanno fatto altri paesi (Gran Bretagna, Germania, Francia, Stati Uniti). In Germania l’asta si è conclusa con un incasso di 4,5 miliardi di €, mentre in Italia vengono addirittura regalate, ovviamente agli amici dei partiti. In più restituendo la frequenza di Rete 4 al legittimo assegnatario, risparmieremmo la penale che l’Europa ci infligge da anni, con i governi di centrosinistra e centrodestra che fingono di guardare altrove.

4) Da valuta estera e riserve auree, 20 miliardi e 500 milioni di MAGGIORI ENTRATE
Delle 2.452 tonnellate di oro, in deposito c/o Bankitalia, da quando è stata privatizzata e ceduta a istituti di credito italiani e ad investitori stranieri (come ampiamente avvenuto anche per l’ ENI, previa uccisione di Mattei).
La Banca Centrale Europea, ne autorizza la vendita di un massimo di 500 tonnellate annue, per non farne calare il prezzo (che è molto aumentato negli ultimi anni), pari ad un incasso di oltre 8 miliardi . L’autorizzazione della BCE obbliga però gli stati a destinare il ricavato alla riduzione del debito. In 5 anni sono 40 miliardi di debito in meno, che liberano una spesa per interessi annui sul debito di 320 milioni di € (al 4%), mentre dal 5° anno in poi il risparmio annuo diventa di 1 miliardo e 600 milioni. Per il 2011 farebbero 320 milioni di spesa in meno.

Mentre la valuta estera in deposito c/o Bankitalia,  ma di proprietà del Tesoro, ammontava nel 2007 ad un controvalore di 20 miliardi e 200 milioni di €  che,  non essendovi alcun impedimento della BCE, sono già  totalmente utilizzabili.

5) Dal Signoraggio primario, 2,5 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Gli € di cartamoneta vengono pagati al valore nominale dagli stati, che in pagamento contraggono debiti con la Banca Centrale Europea ( che ha un potere enorme e decide per gli Stati europei ma è una società privata), al 2,5%, o emettono titoli di Stato e quindi contraggono debiti ancor maggiori con “il mercato internazionale”. La BCE, alla quale gli Stati europei (tranne Inghilterra, Svezia e  Danimarca ) hanno “amabilmente” ceduto i loro diritti di signoraggio, incassa il valore nominale delle monete ma spende il solo valore della “carta”, con una media inferiore ai 0,30 centesimi l’una, per monete da 5, a 500 €.
Gli utili di questo commercio, tanto lucroso quanto poco libero, vengono ripartiti tra i soci, che sono le banche private dei vari stati, partecipate dai soliti grandi finanzieri sionisti. Quindi più moneta circola più lo Stato si indebita e le banche si arricchiscono. Nel 2006, la BCE ha trasferito a Bankitalia profitti da signoraggio per 2,4 miliardi di €. Profitti ancor maggiori li ha incassati (senza nemmeno indebitare lo Stato inglese) la Banca d’Inghilterra, che non è nemmeno nell’ € (…ma la Corona inglese è a capo della massoneria mondiale, di rito scozzese, che nel 1992 ha deciso, anche, le privatizzazioni italiane).

6) Da guerra e spese per armamenti, 24 miliardi di RIDUZIONI DI SPESA
L’ Art. 11 della Costituzione (…quella cosa che a Berlusconi non piace, mentre Prodi, D’Alema e Rutelli, con più “finesse” e con il sostegno della cosiddetta sinistra da compagnia, hanno semplicemente ignorato) dice che l’Italia ripudia la guerra, invece noi siamo il sesto paese al mondo per spesa pro capite annua per armamenti (il Sipri la calcola in oltre 30 miliardi l’anno, grazie all’impennata avuta durante i due anni di governo del centrosinistra).
Si può ridurla di un 10% ?
Poi ci sono gli “investimenti” suggeriti dalle industrie belliche americane: 15 miliardi per n° 131 cacciabombardieri F-35; 4 miliardi per 41 nuovi  Eurofighter (dei 121 previsti, 80 sono già stati comprati); Forza Nec, per dotare le forze armate d’assalto di sistemi più sofisticati, ci sta già costando  650 milioni di € di sola progettazione, la sua attuazione ne costerà 2.000;        915 milioni di € sono previsti (ma come sempre aumenteranno) per 2 sommergibili di nuova generazione;  la guerra afghana (sperando che il sionismo non ci trascini anche nella sua guerra all’Iran), i cui costi reali sono occultati in mille voci di spesa generica, supera ampiamente l’1,5 miliardi annui; oltre 250 milioni di €, più migliaia di ettari di territorio, ci costano le basi militari americane in Italia e dei loro depositi di armi, anche atomiche (se faranno quella nuova, voluta dal centrosinistra a Vicenza, ci sarà un ulteriore aumento delle nostre spese nazionali, per ora quelle urbanistiche decise in loco sono più che ragguardevoli) .

7) Dalla fine dei regali ai padroni dei cancrovalorizzatori, 2 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Il ministro Calderoli, per stare sui media e per attaccare il PD, dice che va sospeso il pagamento della quota cip 6 alle raffinerie di Moratti. E’ sacrosanto, ma lui finge di dimenticare che non è il solo Moratti ad arraffare denaro dalla soprattassa del 7% sulle bollette ENEL, ma tutto il gota delle lobby finanziarie italiane (di destra, di centro e di sinistra, sostenute dai rispettivi partiti di riferimento), ragion per cui Calderoli e la Lega Nord finiranno per “dimenticarsi” presto di questa faccenda.
In termini economici, il CIP 6, sono 6 miliardi l’anno, di cui 4 vanno agli “imprenditori” amici dei partiti, che insieme ai nostri soldi (regalandoci tumori e malattie del sistema vascolare e respiratorio), bruciano biomasse insieme a rifiuti tossici. Rifiuti che la “furbizia” dei partiti italiani ha catalogato come fonti energetiche assimilate alle vere rinnovabili, sole, aria e acqua. Per questa furbata annualmente paghiamo anche una salatissima multa comminataci dall’Unione Europea (che, ovviamente, paghiamo noi cittadini tutti e non quanti, grazie ai partiti hanno indebitamente incassato miliardi).
Dei 4 miliardi annui risparmiati, 2 potrebbero andare alla riduzione del debito e 2 a ristorno del 7% pagato nelle precedenti bollette ENEL (sono 100 € per 20 milioni di famiglie). A questi risparmi (finchè la domanda per piccoli impianti che utilizzino le fonti rinnovabili, non coprirà tutto l’ammontare ) vanno aggiunti quelli della riduzione dei morti e delle malattie. Quindi la fine della “furbata” delle fonti assimilate, che non è altro che un cinico ed immorale assalto al denaro pubblico anche a costo di morti e gravi malattie, porterebbe meno morti, meno malattie e “in soldoni”una bella riduzione di spese per cure e medicine per i singoli cittadini e per il sistema sanitario nazionale.

8 ) Dai gettoni e indennità nei CDA …. (?!)
Nella finanziaria c’è una norma sul «compenso zero» negli organi collegiali, che rende «onorifiche» (cioè senza stipendio, con la possibilità residuale di un gettone da 30 euro) le cariche nei consigli di amministrazione, collegi sindacali, consorzi di primo e secondo grado, organi di revisione negli «enti pubblici» o che, a vario titolo, ricevono contributi «a carico delle finanze pubbliche» .
Sarebbe cosa buona e giusta ed un risparmio enorme per le finanze pubbliche. Un colpo durissimo per tutto il sistema clientelare dei partiti che usano tali prebende:  in parte per rifondere (con gli interessi) i consistenti “contributi liberali” alle loro campagne elettorali; in parte per fidelizzare gruppi, famiglie e associazioni; in parte per avere  collaboratori non pagati dai partiti ma dalle casse pubbliche; in parte, purtroppo non marginalmente , per collocare amici e parenti. Non mettiamo la cifra perchè la casta politica tutta, quando si renderà conto della reale portata di questo provvedimento lo cancellerà o lo renderà innucuo.

9) Da autoblu, 5,5 miliardi tra RIDUZIONE DI SPESA e MAGGIORI ENTRATE
Nel 2008, Per il Bene Comune, di fronte ai dati Istat relativi alle oltre 500.000 auto blu circolanti in Italia (4 volte quelle USA e  7 volte quelle francesi), fece una forte campagna di denuncia e pose il problema anche nelle pochissime apparizioni televisive di quella incredibile (per un paese cosidetto democratico) campagna elettorale in cui si volle che gli italiani si dividessero tra PD e PDL (e loro contorni).  Tutti i partiti si dichiararono favorevoli alle nostre proposte di drastica riduzione e “monetizzazione” a vantaggio delle casse pubbliche, alcuni sottolineando che non sarebbe stato un compito facile, oggi a due anni di distanza le auto blu italiane …sono aumentate ed hanno superato le 600.000 ! Volendo essere realisti rispetto alle barricate che faranno i tanti vassalli , valvassori e valvassini delle oligarchie partitiche, pensiamo che “salvarne” 100.000 possa bastare ed avanzare. Trattasi allora di una vendita all’incanto o con asta su internet di 500.000 auto di cui 100.000 con meno di 2 anni di vita. Volendo considerare anche l’ ipotesi della Panda e della Punto in dotazione ai cortigiani meno influenti, si può tranquillamente stimare un valore medio di realizzo attorno agli 8/9.000 €; fanno più di 4 miliardi di €.

Ma dietro un’auto blu ci sono: l’autista, l’officina, l’assicurazione, la manutenzione, il telepass, ecc.; possiamo sottostimare almeno 2 miliardi di minor spesa, che considerando la nuova spesa sostitutiva ( trasporto pubblico e/o taxi, ecc. ) di 500.000 €, porta ad un ulteriore risparmio di 1 miliardo e 500.000.

10) Da  finanziamento e stampa per i partiti, 3,5 miliardi di RIDUZIONI DI SPESA
Gli attuali compensi dei parlamentari vanno dimezzati, come proposi quando ero senatore, portandoli ad un massimo di 5 volte il salario di un lavoratore, garantendo ad ogni parlamentare l’assistenza di un collaboratore di fiducia scelto tra gli attuali dipendenti del Parlamento.

Vanno dimezzate anche le esorbitanti spese della Presidenza della Repubblica . Con i suoi 2181 dipendenti (Obama 466, la Regina d’Inghilterra 300, il Presidente tedesco 160) ed un costo complessivo annuo di 230 milioni di € . Nel 2006 le spese totali della Presidenza tedesca sono state di 19 milioni e 354 mila euro. In Francia nel 2007, le spese previste erano 32 milioni di €, più 5 milioni di “fondi speciali”, ma un’inchiesta di Nouvel Observateur sostenne che i bilanci dell’ Eliseo erano truccati, e che la spesa era tripla di quella resa nota, ossia 90 milioni di euro; ma quella francese è una Repubblica Presidenziale e quindi con più compiti e poteri,  ciononostante spendiamo tre volte tanto la Francia.

I partiti percepiscono 1 €  ogni anno, per 5 anni, per ogni voto ottenuto alle elezioni politiche (se superano l’1%) , sono cifre enormi. Ancor più assurdo è che, con la fine anticipata della XIV legislatura durata solo 2 anni, abbiano continuato ad incassarli  e li incasseranno fino al 2011, cumulandoli con i nuovi contributi elettorali sulla base dei voti 2008. In più, tralasciando i contributi percepiti anche da Regioni, Province e Comuni, i partiti del sistema, ricevono valanghe di finanziamenti per i loro giornali e le loro televisioni (letti e visti da poche centinaia di persone, di alcune TV non c’è nemmeno traccia), mentre Camera e Senato pagano centinaia di dipendenti scelti dai gruppi parlamentari per i rispettivi partiti.

11) Tassazione più giusta, 17,5 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
La tassazione è tema importantissimo, poiché da essa dipendono le risorse pubbliche.
Il sistema italiano è ingiusto e inefficiente.
Già nel nostro programma politico costitutivo abbiamo inserito scelte che riteniamo tuttora utili per l’Italia:
–    lotta all’evasione fiscale, a cominciare dalla criminalità organizzata;
–    esenzione fiscale totale per i redditi più bassi;
–    introduzione della Tobin Tax ;
–    introduzione di meccanismi virtuosi di detrazione o deduzione fiscale su spese annue sostenute.
Ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti è una questione di giustizia sociale, nonché un’incentivo ad una qualificata ripresa della domanda di beni e servizi.
Ma in Italia anche la tassazione delle imprese è troppo elevata e bisognerebbe cominciare a ridurla, con criteri che premino l’emersione dei profitti sommersi.
Un criterio per rendere praticabile questa linea politica, di riduzione del carico fiscale, potrebbe essere quello di utilizzare a tal fine il 50% delle maggiori entrate.
Per la finanziaria 2011 noi proponiamo:
1)    Rientro dei capitali (scudo fiscale) – aumento dell’ attuale tassa “premio” dal 5% , ad un meno ingiusto 15 %, con una maggior entrata di 7 miliardi.
2)    Rendite finanziarie – aumento della tassazione dal 12,5%  al 20% (che è quanto paga la media dei paesi europei). Per i titoli di stato, tale aumento, per non colpire il risparmio delle famiglie, andrebbe applicato sopra i 200.000 €. La maggior entrata,  sottostimata è di 4 miliardi di €.
3)   Rimodulare gli scaglioni – Per rispettare il dettato Costituzionale (da tutti i partiti dimenticato) va reintrodotta una tassazione progressiva, che chieda di più a chi ha di più. I nostri “idolatri” del dollaro, fingono di non sapere che fu proprio l’America, con Eisenhower Presidente, ad introdurre una tassazione del 91% per i redditi più alti. Fermarsi ad uno scaglione massimo di 75.000 € (ben sapendo di molti redditi annui  superiori ai 500.000, è una chiara scelta di voler regalare soldi ai ricchi, togliendoli ai poveri ed ai redditi medi.  Andrebbero quindi rimodulati gli attuali scaglioni, introducendone due nuovi, facendo così salire la linea delle nebbie dagli attuali 75.000 € ad almeno 1 milione, arrivando per i redditi oltre al tale somma ad una percentuale dell’80-85%. Entrata stimata in 6 miliardi.
4)    Reintroduzione dell’ICI per gli immobili di proprietà degli enti religiosi ed adibiti ad usi estranei al culto (alberghi, ristoranti, bar, negozi, appartamenti in locazione, ecc.), per una maggior entrata sottostimata in almeno 500 milioni di €.

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