Precari e risparmiatori traditi da banche e coop

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Memorie dal Parlatoio (2006-2008) / Flashback alla rinfusa – 3

Oggi Di Pietro e PD si stracciano le vesti per i precari della scuola che, togliendo al pubblico servizio qualificanti e utili contributi e violando diritti civili ed umani, sono rimasti senza lavoro.

E’, in primis, necessario chiarire che anche tutti gli altri precari sono detentori del medesimo diritto civile ed umano e sarebbe giusto tutelarli.

Detto questo, la ragione del flashback n°3 è quella di ricordare a tutti i partiti del centrosinistra, attuale e di allora, che i precari c’erano anche durante l’ultimo Governo Prodi, e da quel Governo ottennero chiacchiere e promesse.

Era l’ottobre 2006 e avvalendomi della competenza del Presidente dell’Adusbef (attuale senatore di Di Pietro) e del “peso” del mio voto (sfuggito al controllo dei fratelli PdCI) sulla imminente legge finanziaria, ebbi tre incontri con ministri, sottosegretari e referente DS dei lavori sugli emendamenti.

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L’irresistibile ascesa di Padoa Schioppa

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All’ombra dello SCUDO ROSSO (Rothschild)

Padoa Schioppa è diventato famoso per il grande pubblico, nel 2007, quando era Ministro del Governo Prodi, per il suo invito alle famiglie italiane di mandare fuori di casa i “bamboccioni”, con tale termine poco edificante si riferiva ai ragazzi che restano in casa con i genitori nella fascia dai 20 ai 30 anni.
Era Ministro di un Governo di centrosinistra e invece di affrontare il tema della disoccupazione giovanile e della enorme diffusione del lavoro precario (sviluppatosi per scelta della Confindustria, ma accolto dal Ministro Treu all’epoca del precedente Governo D’Alema), pose i giovani sul banco degli accusati.
Era evidente che lui, come i Ministri e i capi partito che avevano deciso di allontanarsi dal “diritto al lavoro”, sancito nella Costituzione Italiana, e dalla conquista sindacale e sociale del “lavoro stabile”, non avevano alcuna idea di come una persona potesse sopravvivere autonomamente con 7/800 Euro al mese (chi aveva la fortuna di trovare lavoro “occasionale” e “precario” per un intero mese), oppure avendone piena consapevolezza non lo ritenevano un problema loro.
Io ero senatore di maggioranza (2006-2008) e lui era il mio Ministro, ma non lo conoscevo se non per il fatto che era magnificato a sinistra come grande economista e che i giornali avevano parlato di lui come autorevole candidato alla guida della Banca d’Italia; poi mi feci una mia opinione e nell’ottobre 2007 entrai in polemica con la sua illustrazione della finanziaria 2008, in cui parlò dei poveri ma diede denaro ai ricchi.

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Finanziaria Berlusconi: 11 controproposte

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Oltre 170 miliardi di €, tra maggiori entrate e riduzioni di spesa, per governare la crisi e costruire più benessere

1) Dai Videopoker, 45 miliardi di MAGGIORI ENTRATE
Sono 98 miliardi di € , la quota statale degli incassi delle macchinette per il gioco d’azzardo (videopoker, ecc.) che non sono mai stati recuperati. L’alleanza tra malavita e politica, che ha funzionato nella assegnazione delle concessioni è tuttora attiva nel “ritardare” l’incasso. Un minimo di volontà politica (dai partiti italiani non pretendiamo certo tutta quella dedicata ad esaudire le richieste di Israele) potrebbe tranquillamente ottenerne metà per il 2011 e cospicue quote per gli anni seguenti.

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In Italia tutto continua a far brodo, per gli oligarchi al servizio dei banchieri

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Il Governo Berlusconi, nel 2009, ha deciso di intervenire contro la crisi finanziaria e le sue conseguenze occupazionali erogando ingenti risorse pubbliche agli ambienti più permeati da massoneria, opus dei e criminalità organizzata: le banche e i grandi lavori.

Ora con la Finanziaria 2011, sulla scia delle decisioni che BCE e FMI hanno imposto alla Grecia, in cambio di nuovi prestiti, imbocca la strada di imporre nuovi sacrifici a gran parte del popolo, riducendo anche le spese sociali. C’è una drammatica continuità con le scelte fatte dai precedenti governi di centrosinistra, che hanno dissipato risorse e peggiorato le condizioni di vita del popolo. Alcuni dati:
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