Memorie dal Parlatoio (2006-2008) / Flashback alla rinfusa – 3

Oggi Di Pietro e PD si stracciano le vesti per i precari della scuola che, togliendo al pubblico servizio qualificanti e utili contributi e violando diritti civili ed umani, sono rimasti senza lavoro.

E’, in primis, necessario chiarire che anche tutti gli altri precari sono detentori del medesimo diritto civile ed umano e sarebbe giusto tutelarli.

Detto questo, la ragione del flashback n°3 è quella di ricordare a tutti i partiti del centrosinistra, attuale e di allora, che i precari c’erano anche durante l’ultimo Governo Prodi, e da quel Governo ottennero chiacchiere e promesse.

Era l’ottobre 2006 e avvalendomi della competenza del Presidente dell’Adusbef (attuale senatore di Di Pietro) e del “peso” del mio voto (sfuggito al controllo dei fratelli PdCI) sulla imminente legge finanziaria, ebbi tre incontri con ministri, sottosegretari e referente DS dei lavori sugli emendamenti.

Già nel primo incontro mi fu fatto capire che tra i miei numerosi emendamenti, era meglio trasformarne alcuni in risoluzioni da mettere in votazione alla fine del dibattito, altri rimandarli alla discussione delle rispettive Commissioni, mentre quello sulle riserve aureee e valuta pregiata, così come quello sui Fondi Dormienti era meglio ritirarli perché nel Governo almeno 2/3 Ministri sarebbero stati contrarissimi.

Accolsi alcuni “suggerimenti” (…si anch’io ero e tuttora sono disponibile a dignitosi accordi e mediazioni), ma tenni duro su alcuni emendamenti e risoluzioni, e comprenderete la mia soddisfazione all’ultimo incontro, quando ottenni l’impegno ufficiale del Governo ad accogliere quello sui “Fondi dormienti” (14 miliardi di Euro, più di 27 mila miliardi di vecchie lire) vincolando il loro utilizzo per stabilizzare il precariato pubblico e favorire la stabilizzazione di quello privato (imputando al pubblico parte degli oneri salariali previdenziali, sanitari, ecc.).

Ricordo che il Governo diede la notizia della accettazione del mio emendamento alla riunione dei capi gruppo, per il mio gruppo (ero rimasto come indipendente nel Gruppo Comunisti-Verdi- Consumatori) partecipava la senatrice Palermi, del PdCI, partito che dopo sole 48 ore fece tappezzare l’Italia con un manifesto in cui si arrogava tutto il merito.

Nell’emendamento accolto dal Governo, al pari del problema del precariato era contemplato anche l’utilizzo di tali fondi “Fondi dormienti” (spettanti al Tesoro dello Stato) per indennizzare i risparmiatori ingannati sia dal sistema bancario (Bond argentini, Parmalat, ecc.) che da quello finanziario delle cooperative (Coop Costruttori, ecc.). Le consistenti somme residue sarebbero rimaste nella disponibilità del Ministero del Tesoro e affidate alla Cassa Depositi e Prestiti per opere di pubblica utilità.

A proposito dei fondi a disposizione dei risparmiatori/soci di Cooperative fallite ho, non un sassolino (come ho sopra fatto sui precari) ma, un vero e proprio massone da togliermi.

Nei mesi successivi il Governo adottò il decreto che definiva la materia e fissava i tempi (6 mesi) e le modalità per l’utilizzo dei fondi dormienti.

Poche sere dopo ad Argenta si svolse l’assemblea dei soci della Coop Costruttori; nel mio intervento invitai il Comitato a muoversi di concerto con tutti i gruppi parlamentari per ottenere la parte dei fondi dormienti spettante, come indennizzo a tutti coloro che avevano perso i propri risparmi consegnati alla Cooperativa. Il Segretario Regionale DS, forte del suo controllo sul presidente del Comitato, nonché i deputati Ottone (DS) e Soffritti (PdCI), fecero dell’ironia sulla inesistenza di tali fondi (direttamente in sala e l’indomani sulla stampa locale), facendomi passare per un sognatore o un malato di protagonismo. L’indicazione data a soci e Comitato fu quella di continuare a premere sulla Lega delle Cooperative (regionalmente presieduta, all’epoca del collasso Costruttori, da un altro cittadino argentano DS, che in tal modo veniva messo sotto pressione e indicato come controparte) per avere dai soci cooperatori di tutte le coop della Lega, il 100% di quanto in vari modi versato e perso nella ingloriosa fine della maggiore cooperativa di costruzioni italiana.

Con il passare del tempo questa linea si dimostrava impraticabile e cominciava a scendere l’asticella della quota rimborsi 90%, 80%, 70%…

Diversi mesi dopo in un incontro svoltosi preso la Lega Regionale risvegliai l’attenzione sui Fondi Dormienti, accusando parlamentari e Comitato di non aver fatto nulla verso i propri gruppi parlamentari e verso ministri e sottosegretari.

In quella sede parlamentari, dirigenti lega e presidente Comitato si impegnarono a recuperare il tempo perduto, io segnalai al senatore DS Barbolini (di Reggio Emilia e referente Ds per la commissione Finanze) che avevo dato a tutti i suoi riferimenti e che lo avrebbero contattato.

Per un lungo numero di sedute, questi mi fece segno che… da Ferrara, ancora niente.

La cosa tragica, per le residue illusioni che il centro sinistra sia meglio del centro destra, è che con il nuovo governo di centrodestra, Tremonti ha subito adottato un proprio decreto che ha già tolto i soldi a Bankitalia, passandoli al Ministero del Tesoro.

Morale 1: il centrosinistra è più ubbidiente del centrodestra alla grande finanza.

Morale 2: i soci ed i risparmiatori che si sono fidati dei DS e dei loro parlamentari di contorno, hanno più di una prova provata per praticare il detto “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

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