victor

Purtroppo alcuni amici accreditano la voce che furono i servizi israeliani ad uccidere Arrigoni , perché era l’unico ‘canale’ di contatto tra Europa-Italia e Gaza (il che è ‘fortunatamente’ una enorme forzatura, essendo molti i cooperanti e persone ‘giuste’ a lavorare a Gaza), ma l’amara verità è che ad uccidere Vittorio furono dei palestinesi salafiti, dello stesso gruppo (sostenuto dai sauditi e alleato di Nato/USA e Israele) che poi ritroviamo a combattere in Siria contro Assad, forse rimpolpato da alcuni di quel gruppo  gazawi. E’ questa ( per loro)  contraddizione, rispetto a ‘palestinesi tutti buoni e Assad dittatore da abbattere’ (variante sorosiana, per l’uso ‘da sinistra’, del pensiero forte dei globalizzatori “ Sionisti civilizzatori e Assad dittatore da abbattere”), ad aver ispirato il salto logico, tra amara realtà con cui bisognerebbe fare i conti teorico-politici, e una verità di comodo che non obbliga a ragionare.

Dentro Hamas c’è una divisione politica, che va rispettata e capita,  tra i soldi sauditi, turchi, qatariani e delle altre monarchie ‘filo occidentali’ (per questa dipendenza ci sono enormi responsabilità ‘occidentali’) e quanti sono rimasti legati ai fraterni rapporti con gli Hezbollah libanesi, la Siria e l’Iran.

Riporto la cronaca di quei terribili giorni:

… Le ricerche erano scattate nel pomeriggio di giovedì, dopo la diffusione di un video sul sequestro: rivendicato da una sigla poco nota della galassia salafita di Gaza che si ispira alle parole d’ordine di Al Qaeda, la Brigata Mohammed Bin Moslama. Nel video il volontario italiano appariva bendato e col volto insanguinato, mentre scorreva una scritta in arabo in sovraimpressione che lo accusava di propagare i vizi dell’Occidente fra i palestinesi e che imputava all’Italia di combattere contro i Paesi musulmani e ingiungeva a Hamas di liberare i salafiti detenuti nella Striscia entro 30 ore (le 16 italiane di venerdì, appunto). Poi, nella notte, è arrivata la svolta. Dopo la diffusione del video, le indagini hanno portato all’arresto di un primo militante salafita, il quale ha condotto gli uomini di Hamas fino al covo: un appartamento nel rione Qarame, a Gaza City, che i miliziani delle Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas) hanno espugnato nel giro di pochi minuti, dopo una breve sparatoria conclusa con la cattura di un secondo salafita. Per Arrigoni, però, ormai non c’era più nulla da fare.

Nel condannare l’uccisione di Arrigoni, Hamas ipotizza inoltre che gli ultraintegralisti – protagonisti negli ultimi due anni di veri e propri tentativi di sollevazione – come quello represso nel sangue nel 2009 nella moschea-bunker di Rafah – abbiano sequestrato il cooperante italiano non solo per cercare di ottenere il rilascio dei loro compagni arrestati, ma anche perché ideologicamente ostili alla presenza di stranieri e “infedeli”. (fonte http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_15/gaza-ucciso-volontario-italiano_2dac6a4e-671f-11e0-82d9-fefb5323b337.shtml)

Conobbi Vittorio in entrambe le missioni a Gaza (sono la pelata in fondo a sinistra nella foto), per ricordarlo allego l’ottimo articolo dell’amico Tradardi.

Vik Utopia ci ha lasciato sei anni fa.

Ma abbiamo ancora bisogno di raccoglimento e di riflessione, di proseguire quel lungo, interminabile minuto di silenzio, rotto, o interrotto, da parole di verità, di condivisione e di commozione, iniziato il 15 aprile 2011.

Ibrahim Nasrallah, tra i più noti poeti palestinesi, è uno dei primi ad aver sentito questa esigenza. Ha scritto per Vittorio, Hanno ucciso tutti, una poesia scandita tre volte dalle parole Per te sia buono il mattino.

Vittorio aveva compiuto un atto autentico di “eresia”, separandosi da questo stato di cose, da questa società, che anche in occasione della sua scomparsa è stata capace di urlare tutto il suo cinismo e di mostrare tutta la sua ipocrisia.

Un atto di “eresia” che conteneva in sé, per la sua radicalità, anche questo esito tragico.

Una scelta compiuta serenamente e all’inizio quasi in silenzio.

Ma quando è giunto il momento della parola necessaria, Vittorio ha scritto i 19 articoli pubblicati da il Manifesto durante l’operazione Piombo fuso, raccolti poi successivamente in Gaza Restiamo umani.

Gaza. Restiamo umani rimarrà il nostro breviario laico, laico ma pervaso da una religiosità autentica. Tradotto in tedesco, in inglese e in spagnolo ha meritato una prefazione di Ilan Pappé, lo storico israeliano autore de La pulizia etnica della Palestina.

Vittorio è stato un non-eroe, mite e positivo, che ha percorso ogni angolo della Striscia di Gaza con la sua umanità, densa e intensa. Non è stato un “cooperante”, come qualcuno ha scritto, e anche il termine “pacifista” sembra per lui assai riduttivo.

Vittorio è stato un attivista, un attivista in difesa dei diritti umani, dalla parte dei mondi offesi, dalla parte degli oppressi, dalla parte dei deboli, praticando la nonviolenza, la non menzogna e la non collaborazione.

I tre comandamenti delle minoranze etiche ed eretiche le quali, di fronte alla miseria della politica e della non cultura, devono necessariamente esprimere una radicalità, devono collocarsi “quasi ai margini”, “luogo difficile da frequentare, soglia scabrosa che richiede una rigorosa e continua vigilanza morale”.

E chi meglio di Vittorio ha rappresentato l’attore terzo (1), la voce che si alza, nel deserto e dal deserto, tra gli oppressi e gli oppressori?

(1 ) A Eschilo si deve l’introduzione nella tragedia greca del secondo attore, a Sofocle del terzo.

Giovanni e Alfredo Tradardi  – Ivrea, 15 aprile 2017


Per te, caro ViK, sia buono il mattino.

Di Ibrahim Nasrallah traduzione di Wasim Dahmash

Hanno ucciso tutti

hanno ucciso tutti i minareti

e le dolci campane

uccise le pianure e la spiaggia snella

ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.

Per te sia buono il mattino.

Non ti hanno conosciuto

non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli

e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno

e delicato stillare di corda

e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.

Per te sia buono il mattino.

Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla

e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana

e una bambina triste

per un sogno semplice e buono

che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.

Per te sia buono il mattino.

No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato

intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi

non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento

che gioiosi traboccano e svettano come palme.

Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea

nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia

con i soli di dio nell’uva di Hebron,

non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato

non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato

non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato

la loro notte non si espone al sole

alla nobile gioia.

Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?

Che cosa diremo al nostro mare?

Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?

Alla nostra lunga dura notte?

Dormi! Tutta questa morte basta

a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.

Dormi bel bambino.

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