AUTUNO

La decisione della Russia di accettare l’invito del Governo siriano ad intervenire con la propria aviazione contro i terroristi, provenienti da ben 83 paesi, ha bloccato l’espansione dello stato islamico del DAESH e modificato gli equilibri geo politici nell’area;  le successive vittorie militari dell’esercito siriano, spalleggiato dalle milizie curde, dagli Hezbollah libanesi e dai guardiani della rivoluzione iraniani, ha aperto una fase nuova.

Come sempre avviene, nella fasi di cambiamento, non tutto è chiaro e lineare, ci sono ancora monarchie, repubbliche, ambienti militari, fondazioni e centri strategici ancora convinti della bontà dei piani pensati negli anni di fine millennio e sviluppati a partire dall’11/9/2001, ma, come traspare dalle verità che cominciano a lasciar trapelare dai loro media, le famiglie della grande finanza hanno già preso atto della sconfitta di quei piani e metteranno in campo nuove strategie.

Quali siano, non mi è dato sapere, ma il nuovo atteggiamento verso l’Iran ne è certamente un tassello.

Ma mentre sul futuro si possono solo avanzare congetture senza elementi certi da analizzare e collegare, sul passato, nonostante la disinformazione operata dai loro media, ognuno può essersi fatto una propria ipotesi di lettura; la mia è che Israele, Turchia ed Arabia Saudita (che decide anche per Emirati e Qatar ) abbiano avuto l’OK per utilizzare il terrorismo al fine di modificare una situazione geopolitica di stallo e arretramento del potere delle banche e delle multinazionali nel Medio Oriente, Magreb e Africa Centrale, caratterizzata dalla presenza e rafforzamento di Stati sovrani e di Stati in cui andavano formandosi classi dirigenti che miravano alla sovranità, e quindi d’ostacolo alla globalizzazione del potere delle famiglie della grande finanza,  unitamente ad una forte penetrazione economico-commerciale di Cina e Russia.   (*)

Penso inoltre che l’accordo tra Israele, Turchia e Arabia Saudita (che ha coinvolto-ingannato, anche l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, finanziata da Arabia Saudita, Qatar e Turchia) sia stato quello di formare i terroristi (attraverso i predicatori sunniti formati dai sauditi e inviati in mezzo mondo), addestrarli, armarli e finanziarli, per destabilizzare e distruggere le strutture statuali, culturali e sociali, di Siria, Iraq, Magreb e Centro Africa, lasciando loro credere che avrebbero potuto realizzarvi i progetti salafiti del Califfato mondiale , mentre i piani reali erano in partenza, quelli di lasciar loro attuare la fase distruttiva, per poi aggredirli e distruggerli con una grande coalizione militare ‘anti estremisti islamici’, imperniata attorno agli Stati Uniti.

La solida base dell’impegno politico, militare e finanziario di Turchia, Arabia Saudita e Israele, oltre al coinvolgimento delle rispettive leadership nelle organizzazioni e banche della grande finanza, è anche forte del consenso dei ceti sociali egemoni nei rispettivi paesi, imperniato su ragioni storico-religiose-culturali.

Infatti, la Turchia di Erdogan sogna i fasti del Sultanato Ottomano, l’Arabia Saudita per espandersi nelle aree limitrofe, ha costruito le basi teologiche dello scontro fratricida con i musulmani sciiti, che fanno riferimento all’ Imam Iraniano, mentre Israele egemonizzato dai sionisti, per garantire continuità ai suoi soprusi verso i palestinesi e attuale l’ideale sionista di consegnare il mondo al ‘popolo eletto da Dio’, non può che vedere la spartizione di Siria e Magreb, come una rilevantissima tappa.

Link utili

(*1)   http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/08/lavanzata-del-fondamentalismo-islamico.html

(*2)  http://www.lastampa.it/2015/02/27/blogs/underblog/libia-non-ripetere-lerrore-scriveforeign-affairs-eppure-la-prima-guerra-di-africom-fu-un-successo-spunta-la-carta-saif-9OvTKqFhSD2yV5uLsWPNtI/pagina.html

(*3) http://www.libreidee.org/2014/07/europei-svegliatevi-o-entro-il-2018-siamo-tutti-in-guerra/

(*4) http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_identita/2011_03_dante-lepore_l-imperialismo-nel-grande-gioco-nord-africano-II.htm

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